ParliamoItaliano!

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Friday, January 5, 2018

Dolce metà 9: Idee regalo, Michelle Hunziker e il cinepanettone


Elisa: Care ascoltatrici e cari ascoltatori, buongiorno e ben ritornati sul sito podclub.ch. Oggi 5 dicembre 2008 è in programma la nona puntata di Dolce metà. Al microfono Elisa e Cesare:

Cesare. Eh sì oggi è già il 5 dicembre. Ormai sta per finire un altro anno. Anche il 2008 è volato.

Elisa: Cesare, per favore, non diventare patetico [1]. Sì, il 2008 è quasi finito, ma abbiamo ancora così tante cose da fare... Hai già pensato ai regali [2] di Natale?

Cesare: Ancora con i regali di Natale. Ma non hai iniziato in agosto a comprarli?

Elisa: Sì, certo. Ma lo sai quanti ne dobbiamo preparare. E poi come sempre non sei molto d'aiuto. Almeno qualche idea potresti comunicarmela.

Cesare: Lo sai come la penso. Regali utili, poco ingombranti [3] e con un occhio al portafoglio [4].

Elisa: Facile a dirsi, vedrò di fare del mio meglio.

Cesare: Senti, Elisa, ormai sono anni che discutiamo sui regali di Natale, anzi a dir la verità le discussioni iniziano già con il calendario dell'avvento.

Elisa: Non ricominciare con il calendario dell'avvento. Oggi è il 5 dicembre e quindi i bambini hanno già aperto cinque finestrelle.

Cesare: È qui il punto. Non hanno aperto solo cinque finestrelle, ma anche cinque pacchetti. Le finestrelle con dentro un cioccolatino del tipico calendario dell'avvento non sono più sufficienti. Oggi, oltre a questo, ci vogliono anche i pacchettini. I nostri bambini si devono alzare mezz'ora prima, altrimenti arrivano in ritardo a scuola: devono aprire i regali dell'avvento e le finestrelle del calendario.

Elisa: Ma dai i tempi sono cambiati. Oggi si fa così e poi guarda che nei regali dell'avvento ci sono solo piccolezze. Non spendo più di 4 - 5 franchi per pacchetto. Dai, tesoro, lasciami fare. Lo sai che mi piace fare regali ai bambini, ai genitori, agli amici... 

Cesare: Ma sì, basta, non ricordarmi tutta la lista. Come tutti i Leoni sei generosa, quasi troppo, e poi se cominci con "dai, tesoro" lo so già che ho perso in partenza. Quello che mi da fastidio, è soprattutto lo stress degli acquisti, la folla [5] nei negozi, mi sembra di vivere le scene dei saldi da Harrod's a Londra.

Elisa: Ma è per questa ragione che ho già iniziato a comprare i regali in agosto.  E poi lo sai benissimo che cerco sempre di prendere qualcosa di utile, senza seguire troppo le mode.

Cesare: Sì, su questo hai ragione. Di solito sono regali utili, che abbiamo poi per anni. A volte anche troppi. Cari ascoltatori, dovete sapere che a casa nostra girano ancora i cestini del pane in vimini [6] regalati da Elisa alla sua nonna più di trenta anni fa.

Elisa: Beh, sono ancora in buono stato, perché dovrei buttarli via. E poi questi regali li ho preparati io, non li ho comprati. Ma non eri tu quello contrario al consumismo?

Cesare: Ma sì, in fondo anch'io non riuscirei mai a buttare questi oggetti del genere.

Elisa: Lo so, Cesare, anche tu non scherzi. Se tutti fossero come noi, le associazioni che dopo il Natale raccolgono i regali che non servono potrebbero chiudere subito la loro attività. Senti, Cesare, facciamo così quest'anno: per gli acquisti di Natale lasci fare soprattutto a me, tu ti occupi dei suggerimenti. Dai, almeno qualche idea per i nostri ascoltatori.

Cesare: Mi sembra una buona soluzione. Anche perché i suggerimenti e le idee si possono fare anche da casa o qui al microfono senza essere in mezzo a centinaia di esagitati [7]. Cari ascoltatori, come dicevo poco fa, secondo me il regalo ideale è

Elisa: Un libro. Ormai ti conosco.

Cesare: Cosa c'è di male. Il libro è utile, interessante (basta sapere cosa comprare) e poi ti può cambiare la vita.

Elisa: Lo so, ricordo pure io l'inchiesta lanciata da Repubblica due anni fa. Allora si chiedeva ai lettori se c'era stato un libro importante grazie al quale la vita aveva avuto una svolta [8].

Cesare: Beh, Elisa, non vuoi dirci qual è stato il tuo?

Elisa: Non lo dico perché non ne ho. Ho letto libri molto belli e interessanti, ma non penso che la mia vita sia cambiata. Perché tu hai letto un libro che ti ha cambiato la vita? 

Cesare: Un libro forse no, a parte Robinson Crusoe e i Racconti di un naufrago di Gabriel Garcia Marquez. Direi più che altro una serie di scrittori: Primo Levi, Pavese e Calvino.

Elisa: Mhm, e voi ascoltatori avete qualche lettura che ha segnato in modo particolare la vostra vita? Comunque non hai ancora fornito nessuna idea per gli acquisti di Natale.

Cesare: Lasciami riflettere un momento. Se un libro ti cambia la vita è meglio pensarci bene. 

Elisa: E non dimenticare che il nostro è un podcast destinato a chi vuole imparare l'italiano.

Cesare: Certo, la prima idea che mi viene è un vocabolario monolingue [9].

Elisa: Un vocabolario, ma non ti sembra una lettura noiosa.

Cesare: È chiaro che non è un libro da tenere sul comodino [10], ma secondo me per chi impara l'italiano è un regalo indispensabile [11]. E poi trovi di tutto, le nuove parole, l'etimologia, insomma il vocabolario è un po' una cartolina dell'Italia.

Elisa: Sulle nuove parole hai ragione. È sempre interessante scoprire quali parole hanno avuto l'onore di poter entrare nella grande famiglia dell'italiano.

Cesare: Ogni anno sono più di duecento e alcune sembra strano che non fossero già state riprese. Qualche esempio di nuove parole inserite nello Zingarelli 2009: youtube, adsl, subprime, paparazzare, e poi...

Elisa: E poi non dimenticare, visto che siamo vicini al Natale, "cinepanettone".

Cesare: Ancora un altro tipo di panettone.

Elisa: Ma dai, Cesare, i cinepanettoni sono i film natalizi, quelli con protagonisti Massimo Boldi, Christian De Sica e tutta una serie di comici del momento. Naturalmente in questi film recitano (si fa per dire) anche una serie di attrici prosperose [12], giovani, belle, ecc. ecc. Queste attrici, chissà perché, prima o poi durante il film devono fare una doccia...

Cesare: Non sarà la scena della doccia di Hitchcock, però...

Elisa: Per favore, Cesare.

Cesare: Se non sbaglio, un paio di anni fa c'era anche Michelle Hunziker in uno di questi film.

Elisa: Ebbeh, cosa vorresti dire con questo? Nei cinepanettoni partecipano i personaggi del momento e negli ultimi anni Michelle Hunziker è uno dei personaggi femminili più importanti dello spettacolo italiano. La Hunziker ha veramente sfondato in Italia.

Cesare: Ma come avrà fatto? In Svizzera e in Germania non ha avuto così tanto successo.

Elisa: Sinceramente non lo so. In Italia alle donne straniere forse si perdona qualcosa di più. Poco importa se sbagliano qualche congiuntivo. Comunque, Michelle Hunziker è arrivata al successo da sola e non perché era la moglie di Eros Ramazzotti. Sì forse all'inizio questo fatto l'ha aiutata un po', ma poi quando hai la bicicletta, devi pedalare. Non si diventa personaggio televisivo dell'anno, si presenta il festival di San Remo solo perché sei la ex moglie di Ramazzotti.

Cesare: È vero, qualcosa deve avere. Certo, che ne ha fatta di strada. All'inizio era conosciuta soprattutto per una pubblicità dove mostrava il suo lato B [13]...

Elisa: Cesare, per favore. Ritorniamo al termine "cinepanettone". La parola è stata inventata dalla critica cinematografica e il suo significato non è così positivo. In ogni caso, oggi è di uso comune e se cerchiamo in google escono migliaia di pagine. Segno che è sufficientemente conosciuta per il nuovo vocabolario.

Cesare: Googlando s'impara (tanto per rimanere ai neologismi). Noto che cominci ad appassionarti pure tu ai dizionari. La mia idea di proporre un dizionario monolingue non era poi così male.

Elisa: Beh, sì questo aspetto della lingua è interessante. Sentiamo ora qual è la seconda proposta.

Cesare: Passerei a qualche gioco di società tipo Pictionary, il Taboo o Passa Parola.

Elisa: Tutti giochi linguistici appassionanti, bravo Cesare. Con il Pictionary devi anche disegnare per spiegare le parole e spesso alla fine nascono disegni molto divertenti.

Cesare: Lo so che è il tuo preferito. Io invece preferisco il Taboo o Passa Parola.

Elisa: Ci credo, con i disegni precisi che fai ci vuole una vita per indovinare la parola. La clessidra [14] è ormai vuota e tu, se devi far indovinare la parola bicicletta, sei ancora fermo ai dettagli delle ruote.

Cesare: Sì, il disegno non è il mio forte. È per questo che preferisco spiegare le parole a voce, senza però dire le parole proibite come nel Taboo.

Elisa: Anche in questo gioco infatti bisogna far indovinare ai compagni di squadra una parola. Qui non si può disegnare e non si possono utilizzare determinate parole. Quindi per esempio se la parola bicicletta, non si potrà dire "ruote", "manubrio [15]" e se l'edizione è recente "Fabian Cancellara".

Cesare: Certo, Elisa. Per finire con i giochi c'è Passa Parola. Qui non si devono spiegare parole, ma bisogna trovarle.

Elisa: Crearle sulla base di uno schema che mette a disposizione nove lettere. Il primo che trova 10 parole dice stop e poi si contano le lettere utilizzate. Una parola con 4 lettere vale un punto, con 5 due, con 6 tre ecc. ecc. 

Cesare: Per finire si potrebbe consigliare anche qualche calendario linguistico. Quelli che dietro la data offrono un esercizio di grammatica, una breve lettura o qualche curiosità linguistica.

Elisa: Anche questo non è male. In fondo, al giorno d'oggi, con Internet non è così difficile trovare qualcosa da regalare per imparare la lingua italiana.

Cesare: Caso mai il problema è che non si sa cosa scegliere. La scelta è troppo ampia. 

Elisa: Effettivamente qualche rischio si corre. Ma non è l'unico inconveniente. Se la scelta è grande si perde anche parecchio tempo nella ricerca.

Cesare: Sì, è vero. Soprattutto prima di Natale tanti siti offrono libri che ti permettono di imparare l'italiano in 10 giorni. E ogni casa editrice presenta il libro più bello dell'anno, da leggere assolutamente.

Elisa: Eh la concorrenza... E poi cercando tra le varie rubriche che presentano libri regalo si possono scoprire cose anche molto divertenti.

Cesare: Sì!?

Elisa: Mi è capitato di trovare in una rivista la rubrica di libri "Abbiamo letto per voi" e la rubrica cinematografica "Abbiamo visto per voi".

Cesare: Cosa vorresti dire?

Elisa: Che manca solo la rubrica gastronomica "Abbiamo mangiato per voi"!!!

Cesare: Bella questa. E su questa battuta non ci resta che chiudere la nona puntata di Dolce metà. Se avete qualche dubbio sulle idee regalo, chiedeteci qualche consiglio prima di prendere in mano il portafoglio.

Elisa: Grazie dell'ascolto e non mancate il 19 dicembre, la puntata natalizia di Dolce metà.

Cesare: A presto.

[1] patetico: che suscita compassione, troppo sentimentale
[2] regalo: ciò che viene dato in dono a Natale o per il compleanno
[3] ingombranti: che occupano troppo spazio
[4] portafoglio: dove si tengono i soldi, le carte di credito e i documenti
[5] folla: grande quantità di persone riunite in un luogo
[6] vimini: legno flessibile utilizzato per lavori d'intreccio
[7] esagitati: nervosi, molto agitati
[8] svolta: cambiamento
[9] monolingue: dizionario solo in una lingua
[10] comodino: mobile che si tiene vicino al letto
[11] indispensabile: che non si può fare a meno
[12] prosperosa: con forme piene, sode
[13] lato B: la schiena e il fondoschiena
[14] clessidra: antico strumento per misurare il tempo contenente sabbia che passa da una parte all'altra
[15] manubrio: parte della bicicletta che serve a manovrare la ruota anteriore

Sicilia

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Thursday, January 4, 2018

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A presto! 

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Wednesday, January 3, 2018

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Dolce metà 8: Le riforme scolastiche, i corsi di lingua e cultura e le stelle


Elisa: Ben ritrovati al programma Dolce metà. Oggi, 21 novembre 2008, va in onda l'ottava puntata. Al microfono vi terranno compagnia Elisa e Cesare.

Cesare: Il primo argomento di questa puntata è la scuola.

Elisa: Impossibile evitarlo. Troppo rumore e troppe prime pagine dei giornali.

Cesare: D'altronde è giusto così. La riforma Gelmini [1] sta veramente rivoluzionando il sistema della scuola italiana.

Elisa: Ma non vuoi spiegare brevemente ai nostri ascoltatori di che cosa si tratta?

Cesare: Cercherò di fare del mio meglio. La riforma prevede importanti cambiamenti soprattutto nella scuola elementare [2]. Innanzitutto, si vuole reintrodurre il voto in condotta [3] e il grembiule [4].

Elisa: Sinceramente mi sembrano delle misure azzeccate. Il voto evita forse fenomeni di bullismo [5] a scuola e il grembiule evita la corsa agli abiti firmati [6].

Cesare: Certo, il grembiule e il voto in condotta sono un ritorno al passato. E non è poi un grande cambiamento. La novità che ha suscitato le proteste è però un'altra: l'introduzione del maestro unico.

Elisa: Questo significa che i bambini sono meno seguiti. Non è certo una modifica a favore della didattica scolastica.

Cesare: Proprio così e poi ci saranno più di 80'000 posti di lavoro in pericolo.

Elisa: Ecco perché a protestare erano soprattutto i maestri delle elementari e i giovanissimi.

Cesare: Anche se poi si sono aggiunti i sindacati [7] e tanti altri movimenti. A Roma alcuni giovani di estrema destra hanno infine cercato di bloccare i cortei di protesta, creando una guerriglia urbana.

Elisa: Ma come mai si è introdotto questo maestro unico? Come è possibile sostenere questo tipo di riforma? Mi sembra contro ogni logica didattica.

Cesare: È contro ogni logica didattica. Ma non contro una logica finanziaria. Purtroppo, come spesso accade, si fanno le riforme con il portafoglio in mano. L'onorevole Gelmini è un avvocato e per la riforma ha chiesto aiuto all'onorevole Tremonti (il ministro delle finanze).

Elisa: Ho capito. Tanto per cambiare quando si risparmia si colpiscono i più deboli e i più piccoli. La didattica e i risultati PISA.... solo discorsi della sinistra, vero?

Cesare: La Gelmini è poi stata criticata anche per altre sue affermazioni [8]. Pensa che alla televisione ha avuto il coraggio di dire che non capiva le ragioni della protesta e che i manifestanti erano una minoranza di sinistra.

Elisa: Mm, che persona aperta al dialogo.

Cesare: E come se non bastasse ha detto che alcune scuole del Sud abbassano la qualità dell'istruzione.

Elisa: No, ma queste sono affermazioni razziste. Spero che sia stata obbligata a ritirare quanto ha detto.

Cesare: In parte sì. Sai comunque come si è giustificata?

Elisa: Ha precisato che si riferiva all'infrastruttura scolastica e non agli insegnanti.

Cesare: Brava Elisa. E poi proprio lei a criticare il Sud. Ma lo sai che per prendere la patente di avvocato ha fatto il primo anno a Brescia e il secondo a Reggio Calabria?

Elisa: No. Ma in che mani è finita la scuola italiana? E poi a subire le conseguenze è anche la scuola italiana all'estero.

Cesare: Vuoi dire che i famosi corsi di lingua e cultura sono in pericolo?

Elisa: Pochi giorni fa leggevo che ci saranno meno contributi per le scuole all'estero.

Cesare: Sarebbe terribile. Per te e per tutti gli italiani in Svizzera questi corsi sono stati fondamentali per l'apprendimento della lingua italiana. O mi sbaglio?

Elisa: No, Cesare. Hai pienamente ragione. Da più di 40 anni i corsi di lingua e cultura sono un appuntamento fondamentale per gli italiani in emigrazione. Io li ho frequentati fino a 13 anni e ora ci sono i nostri figli.

Cesare: Anche se spesso i corsi erano di mercoledì pomeriggio, quando tutti gli altri avevano libero.

Elisa: Sì, ogni tanto ci lamentavamo poi però le lezioni erano anche divertenti.

Cesare: Per esempio?

Elisa: Per esempio quando si facevano esercizi di vocabolario. In classe c'erano infatti  bambini provenienti da tutte le regioni di Italia e a casa si parlava il dialetto dei genitori. Così quando si discuteva sul significato di una parola, c'erano almeno 2 o 3 versioni regionali, alcune con una pronuncia molto diversa dalla propria. Per esempio quando abbiamo fatto il vocabolario della cucina, c'è chi parlava di ramaiolo, cuppino, cassü per il mestolo da cucina. Oppure i pantaloni erano per chi veniva dal nordest le braghe.

Cesare: Speriamo quindi che la tradizione e i corsi possano continuare.

Elisa: Anche perché oggi i corsi sono integrati nel programma scolastico svizzero. Non si deve più sacrificare il mercoledì pomeriggio.

Cesare: È vero. Ilaria e Dario, poi, ci vanno volentieri.

Elisa: Speriamo che questa riforma non rivoluzioni tutto. La scuola italiana e i corsi di lingua e cultura sono sempre stati un elemento di unione.

Cesare: È quanto si cerca di riprendere anche in Svizzera con Harmos o no?

Elisa: Sì, armonizzare per tutta la Svizzera il sistema scolastico. 11 anni di scuola obbligatoria per tutti, compresi i due anni di asilo.

Cesare: Spero che in Svizzera tedesca però non si pensi che al Sud ci sia una scuola di serie B.

Elisa: Ma dai Cesare. Il Ticino potrebbe essere considerato un modello, visto che con l'armonizzazione si vuole anche mandare i bambini a scuola a partire dai sei anni.

Cesare: Finalmente. Da ticinese mi sono sempre chiesto: ma perché gli svizzeri tedeschi vanno a scuola un anno dopo? Siamo così intelligenti al sud delle Alpi?

Elisa: Non fare lo spiritoso. Qui il sistema scolastico è sempre stato più soft e si dà più importanza agli anni prescolastici.

Cesare: Adesso capisco perché in alcuni Cantoni prima della votazione su Harmos c'erano dei manifesti con i bambini che piangevano. Non volevano andare a scuola e rimanere a casa. Ma ce la farà Harmos? Avremo mai in Svizzera una scuola uniformata?

Elisa: Mah, personalmente sono a favore, ma è difficile trovare un accordo quando al tavolo siedono 26 persone. Forse la risposta è solo nelle stelle.

Cesare: A proposito di stelle, hai letto i risultati del sondaggio [9] in America fra i lavoratori?

Elisa: Quale? Quello che mettevano in relazione il segno zodiacale [10] e il successo lavorativo?

Cesare: Sì, proprio quello.

Elisa: Beh, con tutti gli oroscopi che ci sono soprattutto verso la fine dell'anno, non era così facile ricordarselo. Comunque questo tipo di sondaggi li leggo solo a tempo perso. Non ci credo più di quel tanto.

Cesare: E fai male. Il tuo segno - tanto per cambiare - è ai primi posti della classifica. Il Leone [11] guadagna bene ed è adatto ai ruoli di comando.

Elisa: Dai Cesare. I soliti luoghi comuni sul Leone. A me interessava di più sapere che ai Pesci, come nostra figlia Ilaria, si consiglia una professione sociale. E poi si dice anche che è più importante l'ascendente del segno zodiacale. Quindi, caro Cesare, Vergine [12] ascendente Scorpione [13] nella classifica sei almeno al mio livello.

Cesare: Per fortuna però non siamo dell'Acquario [14] o del Capricorno [15]. Sono loro i meno contenti del lavoro che fanno.

Elisa: Comunque i risultati non ci dicono di che segno sono i disoccupati.

Cesare: Dai lasciamo le stelle e torniamo con i piedi per terra. Cari ascoltatori, sta per concludersi anche l'ottava puntata di Dolce metà.

Elisa: Prima dei saluti una breve anticipazione della puntata del 5 dicembre. Durante la nona puntata cominceremo a parlare dei preparativi del Natale e inizieremo a fare un resoconto di quello che il 2008 ha lasciato alla Dolce metà.

Cesare: Se volete sapere come ci prepariamo al Natale

Elisa: e se volete qualche consiglio per i regali di Natale, non mancate alla nona puntata.

Cesare: A risentirci il 5 dicembre.

Elisa + Cesare: Ciao

[1] Mariastella Gelmini: membro del Parlamento italiano dal 2006 e oggi ministro dell'istruzione, università e ricerca del governo Berlusconi
[2] scuola elementare: i primi cinque anni di scuola
[3] condotta: comportamento di uno studente durante le ore di lezione
[4] grembiule: divisa scolastica per gli scolari
[5] bullismo: comportamento arrogante e violento, soprattutto da parte di giovani
[6] abito firmato: con il marchio di un'azienda o di uno stilista famoso
[7] sindacato: organizzazione a difesa dei lavoratori
[8] affermazione: dichiarazione
[9] sondaggio: interviste, domande poste a un campione di persone
[10] segno zodiacale: sono 12 in corrispondenza delle costellazioni
[11] Leone: nati dal 24 luglio al 23 agosto
[12] Vergine: nati dal 24 agosto al 23 settembre
[13] Scorpione: nati dal 24 ottobre al 22 novembre
[14] Acquario: nati dal 21 gennaio al 19 febbraio
[15] Capricorno: nati dal 22 dicembre al 20 gennaio

Dolce metà 7: Halloween e le rape, Gomorra napoletana e risotto alla milanese


Elisa: Ciao a tutti da Elisa e Cesare. Oggi 7 novembre 2008 va in onda la settima puntata di Dolce metà. Il primo argomento riguarda Halloween. Questa festa delle zucche [1] non conosce crisi e anche quest'anno - almeno a Zurigo - le vetrine erano piene di maschere e dolci pitturati di arancione e nero.

Cesare: Ogni anno è sempre peggio. Ma possibile che ogni cosa che arriva dall'America deve essere ripresa tra le nostre abitudini? Che razza di festa è? Mascherarsi e girare a minacciare [2] la gente con la domanda: dolcetto o scherzetto?

Elisa: Cesare, è una festa per bambini? Che male c'è? 

Cesare: Ma secondo te i bambini oggi hanno bisogno di una festa del genere per divertirsi? Senza neppure sapere cosa festeggiano.

Elisa: Ma dai, cosa vuoi che importi ai bambini la celebrazione dei morti ed in particolare quella dei Santi. Perché è questo il significato, o no?

Cesare: Sì, Elisa. Halloween significa "vigilia di Ognissanti". È una tradizione cristiana trasformata dai protestanti in una festa di fantasmi [3] e mostri [4].

Elisa: Ma noi viviamo in una città di protestanti.

Cesare: Adesso non vorrai dirmi che tutti quelli che festeggiano Halloween sono consapevoli [5] di questo fatto.

Elisa: Senti Cesare, perché l'anno prossimo non vai nelle scuole a spiegare il significato di Halloween.

Cesare: Proprio una bella idea. Organizzo un workshop e distribuisco volantini [6] in tutto il quartiere. Scherzi a parte. Ognuno può fare quello che vuole, ma almeno sapere quello che si festeggia non sarebbe male, o no?

Elisa: Su questo hai ragione. Non solo consumare, ma anche riflettere un po'.  In questo periodo, poi, nel Canton Zurigo c'è il Räbelichtliumzug. La processione con le lanterne di rapa... e normalmente spetta ai papà tagliuzzare [7] e preparare le rape per i bambini. 

Cesare: Sì, lo so. Per fortuna adesso le preparano già a scuola. Io fino a qualche anno fa non sapevo nemmeno che esistessero queste rape.

Elisa: Dai non eri l'unico. Gli svizzeri tedeschi non vogliono sentir parlare di Santi e i ticinesi e gli italiani non sanno che esiste questo corteo delle rape.

Cesare: Allora Elisa, visto che sei cresciuta a Zurigo spiega un po' tu questa tradizione.

Elisa: La tradizione zurighese non è nata da un avvenimento leggendario. Il significato del corteo è legato invece al raccolto degli ultimi prodotti dei campi. Queste rape e le patate facevano parte dell'alimentazione di base della regione. Il corteo con le rape svuotate con una candela dentro è quindi una festa di ringraziamento. I motivi che vengono incisi [8] nelle rape sono il sole, la luna e le stelle.

Cesare: E con la candela che c'è dentro la rapa si creano dei bei spettacoli di luce. Ecco questa tradizione, a differenza di Halloween, la accetto e la seguo volentieri. È una tradizione cantonale e non arriva da chissà dove.

Elisa: Ti ricordo che qualche anno fa non la pensavi così.

Cesare: Dai Elisa, a Zurigo per il corteo delle rape fa sempre un freddo. Capirai che non è facile accettare di girare (un anno addirittura sotto l'acqua) per le stradine e cantare in svizzero-tedesco le solite due o tre strofe.

Elisa: Sì, devo ammettere che sei stato coraggioso, anche se a preparare le rape sei rimasto un disastro. 
Cari ascoltatori, voltiamo ora pagina. La scorsa puntata vi avevamo consigliato di andare a vedere il film "Gomorra". Io l'ho visto e devo dire che sono ancora abbastanza sotto choc. Il film mostra chiaramente le diverse facce [9] della camorra. Compresi i piccoli personaggi. È una denuncia spietata che fa riflettere.

Cesare: Saviano [10] poi ha ricevuto diversi premi e, suo malgrado, è su tutti i giornali e al centro delle discussioni.

Elisa: Poverino. Ormai vive sotto protezione e un paio di settimane fa ha detto che voleva lasciare l'Italia. Non penso che quando stava scrivendo il romanzo, potesse immaginare tutto quello che sta succedendo.

Cesare: È vero. Comunque ha reagito alla grande. Ora in Italia è diventato un esempio, un simbolo di libertà.

Elisa: E sul sito repubblica.it si può firmare una lettera di sostegno a Saviano.
Pensate, in pochi giorni, sono state raccolte più di 200'000 firme [11].

Cesare: Cari ascoltatori, la scorsa puntata vi avevamo presentato la nuova rubrica di libri. Oggi vi proponiamo un seguito.

Elisa: Questa volta vi proponiamo un paio di libri pubblicati con un supporto audio. 

Cesare: Per l'italiano questo settore è ancora poco esplorato. Rispetto al tedesco, non sono tanti i libri che si possono ascoltare.

Elisa: È vero. In tedesco sono spesso disponibili su CD anche libri recenti. Per me è una grande comodità. Li carico sul mio iPod e posso riascoltarli più volte. Nel frattempo magari riesco a fare anche qualcos'altro.

Cesare: Elisa, riascolti i capitoli perché spesso ti addormenti ancora con le cuffiette [12] nelle orecchie.

Elisa: A volte è vero. Comunque questi libri su CD permettono anche a noi donne di fare più cose contemporaneamente. Una qualità che voi uomini vi sognate.

Cesare: Ma non volevamo proporre ai nostri ascoltatori qualche lettura?

Elisa: Sì, è meglio passare ai consigli. Il primo riguarda le pubblicazioni "Imparare leggendo". In particolare "La fuga di Bach". Un giallo avvincente che coinvolge il mondo dello spettacolo e le ballerine classiche.

Cesare: Il secondo consiglio è una novità. Recentemente ho visto che sono disponibili anche brevi storie del commissario Montalbano. Anche in questo caso le pubblicazioni sono accompagnate da un CD.

Elisa: Lasciamo i consigli e, per così dire, chiediamo qualche consiglio ai gli nostri ascoltatori. Il tema riguarda le discussioni in famiglia, quando ci sono gli ospiti a cena.

Cesare: Cari ascoltatori, immagino che sia un problema noto anche a voi. Domani sera, per esempio, saremo in 11 a tavola e quindi bisogna prepararsi bene.

Elisa: Per fortuna è la prima volta che vengono. Per fortuna, nel senso che possiamo preparare qualsiasi menu. Senza correre il rischio di mettere in tavola un piatto già servito un'altra volta.

Cesare: Sì, questo è vero. Comunque 11 è un bel numero. Non si poteva fare in due volte?

Elisa: Non cominciare. Abbiamo impiegato mesi per trovare una data libera. E poi parlando così non risolvi il problema. Per così tante persone potresti fare la paella.

Cesare: Lo sai che non ho più il tre piedi [13]. E poi a Flavia il pesce non piace.

Elisa: Me ne ero dimenticata. Secondo me, Flavia è una delle poche siciliane che non mangiano il pesce. Allora potresti preparare almeno il risotto.

Cesare: Sul risotto sono d'accordo. Ma per favore lasciami mettere il vino rosso e burro a sufficienza.

Elisa: Sul burro fai quello che vuoi. Chiuderò un occhio o forse anche due. Ma per il vino non potresti usare quello bianco? Il proverbio dice "il riso nasce nell'acqua e muore nel vino". Ma non si dice che il vino deve essere rosso.

Cesare: Certo, lo sai però che a me piace poi bere il vino che uso per la preparazione. E normalmente il risotto si accompagna con un buon bicchiere di Merlot. E  poi, scusa, chi lo cucina? E se vuoi una risposta con un proverbio "troppi cuochi rovinano il ... risotto".

Elisa: Ok. Anche questa volta hai vinto tu. Spero però che prima o poi mi accontenterai.

Cesare: Se proprio vuoi un bianco, possiamo aprire una bottiglia per l'aperitivo.

Elisa: E no. Per l'aperitivo non si discute. Prosecco. Nei bicchieri di cristallo, per favore.

Cesare: Nei bicchieri di cristallo. Va bene. Ma poi chi li lava? Lo sai che non si possono mettere nella lavostiviglie.

Elisa: Non pensare al dopo. Torniamo a discutere della preparazione.

Cesare: Intanto stavo pensando se mettere nel risotto i funghi e un paio di castagne. Per dare un tocco autunnale: giallo del risotto, marrone delle castagne e dei funghi. E tu potresti cucinare una peperonata, soprattutto a base di peperoni rossi. Anche l'occhio vuole la sua parte.

Elisa: Ricominciamo? Comunque per la peperonata va bene. Mi sembra una buona idea. Ora rimane da decidere la carne.

Cesare: Sei sicura che non ci siano vegetariani?

Elisa: Al limite si possono sempre servire i formaggi con il risotto.

Cesare: I formaggi finiranno sulla tavola in ogni caso.

Elisa: Ma sì, non preoccuparti. Era solo un'alternativa per chi non mangia la carne. Senti Cesare, perché per la carne non chiediamo ai bambini?

Cesare: Basta che Ilaria non ci tormenti con le sue richieste bio.

Elisa: Guarda che anche io la penso un po' come lei.

Cesare: Se è per questo anch'io. Ma non voglio girare mezza città per trovare quello che vuole nostra figlia in formato bio.

Elisa: Non fare il pessimista. Magari la troviamo subito nella nostra Migros di quartiere. Cominciamo a chiederle cosa vuole.

Cesare: Cari ascoltatori, ecco alcune delle nostre discussioni prima di una serata con ospiti a cena. Come avrete notato i temi non mancano. Se avete qualche consiglio per la nostra prossima cena, ci fate un grande favore.

Elisa: Per il quieto vivere della Dolce metà, aspettiamo quindi i vostri suggerimenti e vi diamo appuntamento al 24 novembre 2008.

Cesare: A presto e grazie dell'ascolto.

​[1] zucca: frutto giallo aranciato tipico dell'autunno
[2] minacciare: spaventare, mettere paura
[3] fantasmi: immagine creata dalla fantasia che non è reale
[4] mostro: creatura molto brutta
[5] consapevole: che è informato, che si rende conto di un fatto
[6] volantino: foglietto informativo con informazioni di vario genere
[7] tagliuzzare: fare piccoli tagli
[8] incidere: aprire con un taglio
[9] facce: aspetti, caratteristiche
[10] Saviano: autore del libro Gomorra da cui è tratto il film
[11] firma: sottoscrizione con il proprio nome e cognome
[12] cuffiette: piccola apparecchiatura auricolare (orecchie) per l'ascolto
[13] cavalletto tre piedi: grande sostegno su cui appoggiare la padella

Tuesday, January 2, 2018

I will Chat with you in Italian for $10

I will chat with you in Italian for $10


Do you want to practice your Italian conversation? Or just simply want to have a conversation?

I can casually speak with you in Italian to help you gain confidence in speech and pronunciation.

If you would like to have a general chat, about everyday topics I am more than happy to do so. We can talk about life, hobbies, food and culture, travelling, the world, politics, the environment, friendships and relationships, spirituality and life theories etc...

I can even offer you some intuitive friendly advice if you just want someone to talk to.

I love to meet new people and make new friends, learn about different cultures and lifestyles... and I love to chat! :-)

I will speak with you in Italian for 60 minutes on Skype.

Looking forward to becoming your friend!

A presto! 

An Art Lover's Guide to Florence

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