ParliamoItaliano!
Tuesday, January 2, 2018
Dolce metà 6: La giungla dei diveti e i libri della Dolce metà
Elisa: Cari ascoltatori, ben ritrovati alla sesta puntata di Dolce metà. Al microfono, come sempre, Elisa e Cesare. Oggi, 24 ottobre 2008, riprenderemo il tema dei divieti e vi presenteremo la nuova rubrica I libri della Dolce metà.
Cesare: Buongiorno anche da parte mia. Di divieti avevamo già parlato in occasione della seconda puntata. L'evoluzione registrata però in Italia nelle ultime settimane ci ha spinto a riproporre l'argomento.
Elisa: Siamo passati dal Vietato vietare degli anni 70 ad una serie infinita di divieti. Dal divieto di imbrattare[1] i muri (ma quando mai è stato possibile) al divieto di contattare una prostituta soprattutto su strade con traffico intenso [2].
Cesare: Cari ascoltatori, non spaventatevi. Non vogliamo certamente iniziare una discussione sociologica sul perché i giovani fanno i graffiti [3] o sulle ragioni che spingono gli uomini ad avvicinarsi alle prostitute. Quello che vi proponiamo sono in particolare le reazioni e le scuse di chi viene preso in flagrante [4].
Elisa: Eh sì, gli Italiani hanno veramente una grande fantasia e questo già da giovani.
Cesare: Stai pensando al mio alunno Gabriele?! Lui quando è stato preso dalla polizia a imbrattare i muri per scusarsi ha detto: - Beh, io sono di Sprai - ten - bach (una cittadina vicino a Zurigo) e quindi pensavo che qui si potesse usare lo spray!
Elisa: Bellissima scusa. Ma passiamo alle scuse dei maggiorenni appena raccolte in un articolo di giornale. Il provvedimento [5] per togliere la prostituzione dalle strade - è bene ricordarlo - colpisce anche i clienti.
Cesare: Tanti uomini quindi per evitare una multa fino a 200 Euro cercano le scuse più improbabili. - Ho chiesto solo un'informazione e non pensavo affatto che questa signora fosse una prostituta. - Pensavo fosse mia cugina - Assomigliava a una mia vecchia compagna di scuola -.
Elisa: - Volevo solo sapere dove è Piazza Dante -. Mi ero perso con la macchina e volevo ritornare a casa -. - Ma io cosa c'entro, sono loro che mi hanno fatto le domande. - Insomma, uno scusario di tutto rispetto che secondo me verrà presto pubblicato.
Cesare: Un po' come ha fatto Barbara Bonanni [6]. Agente della Polizia stradale, Barbara Bonanni ha raccolto e pubblicato le giustificazioni [7] più divertenti degli automobilisti e dei motociclisti indisciplinati.
Elisa: Anche in questo caso vale la pena fare qualche esempio. - Oggi non ho allacciato la cintura di sicurezza perché ho mangiato troppo e non riesco nemmeno ad allacciare la cintura dei pantaloni.
Cesare: Sentite poi le scuse dei motociclisti fermati senza casco. - Sono in ritardo al mio matrimonio. - Sono appena uscito dal parrucchiere. - E per finire: - Ho le orecchie a sventola [8]! -
Elisa: Comunque, e questo mi sembra un fatto importante, il ricavato [9] delle vendite del libro andrà in beneficenza alle persone handicappate, vittime di incidenti stradali.
Cesare: Sì, questa sembra anche a me un'iniziativa ammirevole.
Elisa: In questa giungla di divieti gli italiani hanno però anche reagito. È il caso di Trenitalia. Il nuovo regolamento avrebbe proibito l'accesso alle carrozze a tutti gli animali domestici che pesano più di sei chili.
Cesare: Insomma, sui treni solo canarini [10] e gattini.
Elisa: Sì, ma per fortuna c'è stata la reazione dei viaggiatori. Centinaia di messaggi su vari blog e una manifestazione di disubbidienza [11] civile. Niente scuse e provvedimento bloccato.
Cesare: Certo che negli ultimi tempi ci sono stati davvero tante nuove proibizioni in Italia. Tutto è iniziato nel 2005 con il divieto di fumo, appena votato tra l'altro anche in diversi Cantoni della Svizzera, e poi...
Elisa: Vorresti dire che anche in Svizzera fra qualche anno avremo tutti questi divieti? Non credo e poi il divieto di fumo mi sembra più che giusto.
Cesare: Ma sì, non voglio dire questo. Semplicemente ogni volta che introducono un divieto mi sento sempre più limitato e controllato. E poi mi sembra che ultimamente i fumatori siano il capro espiatorio [12] di tutti i mali.
Elisa: Ci voleva un "vietato fumare" chiaro e forte.
Cesare: "Grazie di non fumare" era troppo poco, anche da un punto di vista della traduzione. In italiano non si dice così, si preferisce "vietato fumare". È più dignitoso.
Elisa: Beh, dai almeno "Grazie di non fumare" non passava inosservato e c'era sempre qualcuno che aveva qualcosa da ridire.
Cesare: Ho capito, forse è meglio cambiare argomento.
Elisa: Nuovo argomento e nuova rubrica. Cari ascoltatori, da questa puntata vi proporremo alcuni consigli per la lettura, anche per soddisfare le vostre richieste.
Cesare: Per iniziare ci concentreremo su quei libri che hanno poi avuto un seguito cinematografico. La prima proposta è: Sostiene Pereira di Tabucchi [13]. Un libro facile da leggere, ma con un messaggio forte: il coraggio di combattere le ingiustizie.
Elisa: E nel film c'è uno splendido Marcello Mastroianni [14] in una delle sue ultime interpretazioni. Per passare poi ai libri e ai film ancora più recenti ci sarebbe "Io non ho paura" di Niccolò Ammaniti [15]. Il libro narra la storia di un sequestro di un bambino raccontata dalla prospettiva di un ragazzino. La scrittura risulta quindi facile da seguire e frasi corte.
Cesare: Il film poi non è male e il regista è uno dei miei preferiti: Gabriele Salvatores [16].
Elisa: Un film che invece ha deluso le attese è "Caos calmo" [17].
Cesare: Anche il libro, secondo me, non diventerà un classico. Ha sì qualche spunte interessante, ma è troppo lungo. Si fa fatica a finirlo.
Elisa: Per concludere con la stretta attualità vi segnaliamo che in questi giorni è in cartellone [18] "Gomorra". Un film basato sul best-seller di Roberto Saviano [19].
Cesare: Il libro e il film presentano diversi aspetti della camorra napoletana. Il libro, a dir la verità, risulta un po' troppo denso di date e nomi.
Elisa: Quindi è forse meglio andare a vedere il film, anche se ci saranno molte scene violente.
Cesare: Il film ha già vinto diversi premi e sarà il film candidato italiano per l'Oscar 2009.
Elisa: Bene, speriamo di avervi dato qualche consiglio utile su come passare queste serate autunnali.
Cesare: E mi raccomando, se comprate un libro leggetelo.
Elisa: Ma Cesare cosa dici! Che considerazione hai del nostro pubblico.
Cesare: Dicevo così per invogliare alla lettura. Non come gli Inglesi che, stando ai risultati di una ricerca, spesso non concludono i libri o li comprano solo per decorazione [20].
Elisa: Sono sicura che non è il caso per i nostri ascoltatori.
Cesare: Anch'io. Comunque per essere sicuri potete lasciarci un commento sul libro che avete letto.
Elisa: Se non vedi non credi?!
Cesare: Sì, faccio un po' il San Tommaso che prima di credere alla risurrezione [21] ha voluto toccare e vedere le ferite di Cristo.
Elisa: Cari ascoltatori, si conclude qui la sesta puntata di Dolce metà. Grazie dell'ascolto e della fiducia. A risentirci il 7 novembre 2008.
Cesare + Elisa: A presto.
[1] imbrattare: sporcare
[2] traffico intenso: molte automobili
[3] graffiti: disegni o scritte fatte con colori e spray nelle città
[4] in flagrante: sul fatto, nel momento in cui viene commesso il reato
[5] provvedimento: misura presa da un'autorità
[6] Barbara Bonanni, Lo scusario (dell'automobilista e dello scooterista), Edizioni ETS
[7] giustificazione: scusa, argomentazione per dimostrare la propria innocenza
[8] a sventola: orecchie molto sporgenti
[9] ricavato: guadagno
[10] canarino: uccellino di colore giallo
[11] disubbidienza: resistenza passiva, non eseguire un ordine
[12] capro espiatorio: gruppo di persone a cui è attribuita la responsabilità di eventi negativi
[13] Antonio Tabucchi, Sostiene Pereira, Feltrinelli 1994
[14] Marcello Mastroianni (1924 - 1996): uno degli attori cinematografici italiani più conosciuti
[15] Niccolò Ammniti, Io non ho paura, Einaudi 2001
[16] Gabriele Salvatores (1950): regista e sceneggiatore. Nel 1996 viene nominato Commendatore al merito dal Presidente della Repubblica.
[17] Sandro Veronesi, Caos calmo, Bompiani 2005
[18] in cartellone: in programma
[19] Roberto Saviano, Gomorra, Mondadori 2006
[20] decorazione: ornamento, oggetto esposto per bellezza
[21] risurrezione: ritornare alla vita dopo la morte
Dolce metà 5: La sagra dell'uva a Mendrisio e Miss Svizzera a Lugano
Cesare: Cosa vuoi dire con questo? Non vi è forse piaciuto? I bambini si sono divertiti tra le bancarelle. Potevano addirittura pigiare [2] l'uva a piedi nudi in piccole botti. Eh, sì, la sagra dell'uva, nella parte pomeridiana, offre anche questo.
Elisa: Mentre alla sera diventa una specie di "botellón".
Cesare: Esagera. A Mendrisio si conoscono gli organizzatori, la sagra è alla sua 52° edizione e questo vorrà pur dire qualche cosa.
Elisa: E poi si incontrano anche personalità politiche locali e cantonali.
Cesare: Brava. Gli incontri. Normalmente quando passeggio per il magnifico borgo [3] non incontro nessuno, ma per la sagra sono sicuro di rivedere buona parte dei miei vecchi amici. Cosa vuoi di più! Per me la sagra significa questo. E poi nel frattempo i miei amici li conosci anche tu, o no?
Elisa: Sì, su questo sono d'accordo. La tavolata di amici nella corte concentrati a mangiare e bere le specialità ticinesi è davvero un'immagine tipica.
Cesare: Una fotografia da mettere assieme a quelle di Gino Pedroli [4].
Elisa: Sei sempre il solito. Comunque un bel ritrovo grazie, come sempre, all'organizzazione del tuo amico Paolo Filini. L'unico che si impegna a riservare un tavolo per 20 persone e a cercare di accontentare tutti con il menu e i vini.
Cesare: Vedo che i miei amici li conosci ormai. Sì, Paolo è davvero efficace in queste occasioni. Per noi l'organizzazione Filini è sinonimo di qualità.
Elisa: Anche per chi come me non è nata a Mendrisio, alla sagra dell'uva vale la pena fare un giro. Per un finesettimana di settembre, Mendrisio apre veramente le porte a tutti. Da borgo tranquillo - quasi troppo - diventa un bazar dove puoi trovare di tutto.
Cesare: Mi chiedo se sia giusto così. Le tradizioni che fine hanno fatto? Non era forse il ritrovo dei viticoltori[5] che presentavano i loro prodotti? Cosa c'entra lo spettacolo di danza argentina messo nel programma 2008 con il Merlot?
Elisa: Beh, non è colpa degli organizzatori se hai i piedi di piombo [6]! E poi la danza argentina è passione, un po' come il vino no?
Cesare: Diciamo che ti sei salvata subito e bene dalla battuta. Mendrisio in questi giorni apre inoltre le sue corti [7]. Splendidi spazi di ritrovo, che durante l'anno sono privilegio di pochi. Qui si respira la vera tradizione della sagra.
Elisa: E poi, caro Cesare, vanno ricordati i sapori dei salamini di asino, cervo e cavallo; i formaggi dell'alpe e naturalmente i vini e il nocino, che come sempre non arriva poi a Natale.
Cesare: Dai, è solo una bottiglia da mezzo litro e con tutti gli inviti che fai.
Elisa: La solita scusa. La sagra dell'uva è infine un avvenimento che va al di là della vendemmia. Quest'anno poi la maturazione dell'uva era anche in ritardo di un paio di settimane.
Cesare: È vero, l'abbiamo notato anche noi. Quest'anno niente uva alla festa di compleanno di nostro figlio il 22 settembre. Speriamo che il ritardo non abbia conseguenze sulla qualità.
Elisa: Già l'Unione europea nel 2009 intende riformare il settore vinicolo, se poi anche la qualità diminuisce... Certo che per il momento su questa riforma ho sentito solo reazioni negative. Alcuni produttori temono di perdere i vigneti. Anche le aziende storiche sono a rischio. Addio ai vini DOC [8], Denominazione di Origine Controllata.
Cesare: Elisa, cerca di vedere il bicchiere (di vino) mezzo pieno. Non credo che il Sassicaia [9] corra troppi pericoli. La riforma è nata soprattutto per uniformare il mercato e le etichette. Dovremmo quindi avere delle denominazioni valide per tutta l'Europa. Vedremo poi cosa cambierà per il nostro Merlot.
Elisa: L'ultimo weekend di settembre, caro Cesare, lo ricorderai anche per l'elezione di Miss Svizzera...?!
Cesare: Non solo io, immagino che tanti altri ascoltatori siano interessati? Vedere queste 16 ragazze bellissime, molto intelligenti.
Elisa: Cesare non cominciare a fare questi discorsi. Perché per voi uomini le donne belle non possono essere intelligenti?
Cesare: Ma dai, lo facevo per provocarti un po'. Lo sai che a me le donne intelligenti non fanno paura, anzi.
Elisa: Era un complimento?! Grazie.
Cesare: Comunque, sarai d'accordo con me, ch'è difficile per una candidata Miss mettere in mostra anche l'intelligenza.
Elisa: Le domande alle Miss - quando ci sono - sono poi ridicole. Sei emozionata? Quali sono le tue misure? Quale parte del tuo corpo cambieresti? Se tu fossi un personaggio politico, come cambieresti il mondo? Come si fa a dimostrare intelligenza se le domande sono queste? - Sì, sono molto emozionata. Fra poco piango. - Mi cambierei tutta, non mi piaccio. - Vorrei che nel mondo non si morisse di fame.-
Cesare: Hai ragione. Senti perché non lanciamo anche la Miss Intelligenza? A Lugano hanno eletto Miss Svizzera, Miss Amicizia, Miss fotogenica. In Italia addirittura sono andati oltre. C'è pure Miss Sorriso, Miss Eleganza e Miss Muretto [10]. Perché non dare la possibilità a queste ragazze di contendersi anche il titolo di Miss Intelligenza?
Elisa: Forse si farebbero meno battute sulle bionde.
Cesare: Guarda che le battute sulle bionde è un fenomeno svizzero tedesco. In Ticino, nella Svizzera Francese e in Italia non le ho mai sentite. Care ascoltatrici bionde, se vi danno fastidio le battute, venite al sud che vi accogliamo a braccia aperte.
Elisa: Cesare, ritorniamo seri. Questa Miss Intelligenza potrebbe aiutare la causa delle donne.
Cesare: Più di una Miss multietnica di madre svizzera, padre afroamericano e nonno cinese.
Elisa: Non essere così magari riesce davvero a rappresentare una Svizzera più aperta.
Cesare: Intanto le prime interviste che ha rilasciato erano solo in francese. Il tedesco lo imparerà e l'italiano... mah.
Elisa: Cesare, ma lo sai che mi sta venendo un dubbio. Non è che siamo noi ad essere fissati sulla conoscenza delle lingue e sull'intelligenza? Magari al pubblico non interessa affatto sapere qual è l'ultimo libro che ha letto Miss Svizzera. Non saremo magari noi ad avere troppe pretese?
Cesare: Care ascoltatrici e cari ascoltatori, fateci sapere cosa ne pensate. E su questo interrogativo si chiude anche la quinta puntata di Dolce metà. Appuntamento al 24 ottobre 2008. Il tema: tra l'altro parleremo ancora di divieti.
Elisa: Vietato mancare quindi.
Elisa + Cesare: Ciao.
[1] sagra: festa popolare
[2] pigiare: schiacciare l'uva
[3] magnifico borgo: Mendrisio - chiamato così per la bellezza del suo centro storico
[4] Gino Pedroli (Mendrisio 1898 - 1986): famoso fotografo di Mendrisio che nel corso degli anni ha scattato immagini in bianco e nero sulle professioni, i paesaggi e la vita quotidiana di Mendrisio
[5] viticoltore: persona che si dedica alla coltivazione della vite, dell'uva
[6] piedi di piombo: chi non riesce a muoversi o a ballare con la necessaria scioltezza
[7] corte: cortile, spazio interno di una casa
[8] DOC: Denominazione di Origine Controllata; DOCG: Denominazione die Origine Controllata e Garantita
[9] Sassicaia: uno dei vini italiani più pregiati e costosi
[10] Miss Muretto: elezione di una Miss lungo il mitico muretto di Alassio
Monday, January 1, 2018
I will Chat with you in Italian for $10
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A presto!
Dolce metà 4: Italianità "i de Schwiiz" e plurilinguismo
Elisa: Care amiche e cari amici della lingua italiana, rieccoci puntuali al quarto appuntamento con Dolce metà del 26 settembre 2008 in compagnia di Cesare e Elisa. Innanzitutto vi comunico che la nostra gatta sta molto meglio. Per il momento deve però stare ancora in casa. Potrà di nuovo uscire, dopo tre settimane di convalescenza, quando sarà in grado di reagire e muoversi rapidamente.
Cesare: Intanto, abbiamo dovuto mettere coperte e rivestimenti su tutti i mobili, per evitare graffi o danni peggiori.
Elisa: Cesare, per favore non vorrai ricominciare la discussione dell'ultima volta.
In questa puntata gli argomenti sono altri.
Cesare: Va bene, Elisa. Passiamo al programma previsto. Oggi cari ascoltatori vi parleremo di alcune feste italiane a cui abbiamo partecipato e della situazione della lingua italiana in Svizzera. Iniziamo con la festa dei 50 anni di Salvatore, un nostro amico pugliese arrivato in Svizzera quando aveva solo 5 anni. È stata innanzitutto l'occasione per rivedere tanta gente che incontriamo solo un paio di volte all'anno. A questo genere di festa poi la prima cosa che colpisce è la mescolanza linguistica dei presenti. Lo striscione di benvenuto è solo un esempio: un italiano i de Schwiiz!
Elisa: Qui non esiste sud e nord. Gli italiani in emigrazione si ritrovano e solidarizzano senza prestare attenzione al paese d'origine. È come se giocasse sempre la Nazionale di calcio. Siamo italiani all'estero. Punto.
Cesare: Quindi, come cercavo di dire prima, alla festa si sente parlare il pugliese, il siciliano, ma anche l'abruzzese, il trentino e il veneto. Oltre naturalmente allo svizzero tedesco. La festa si è pur sempre svolta nella periferia di Zurigo. Per me, queste occasioni erano particolari perché come ticinese (e quindi svizzero) mi parlavano subito in svizzero tedesco. Allora dovevo spiegare che anche con il passaporto rossocrociato preferivo parlare l'italiano. Ora però...
Elisa: Sì, certo caro Cesare. Nel frattempo, poi, devo dire che con lo svizzero tedesco te la cavi abbastanza bene. La festa è stata bella anche per alcune scenette presentate dai vicini di casa svizzeri. Ecco le più divertenti: Salvatore che prima di assaggiare qualcosa lo passa alla moglie Giusi, chiedendo se può piacergli, - No, tesoro, questo non mangiarlo! Non ti piace -; la scena alla frontiera con vino, olio e formaggi vari nascosti dappertutto nella macchina. Oppure quando Salvatore vestito tutto elegante porta il sacchetto dei rifiuti organici negli appositi contenitori della raccolta differenziata. L'immancabile karaoke con canzoni e testi di Celentano, Vasco Rossi e Battisti. Davvero molto divertente.
Cesare: Naturalmente, non ci sono state troppe scenette e scherzi sulle specialità culinarie degli italiani. Le ragioni sono chiare: quando si va a una festa italiana, l'ultima preoccupazione è la cucina. C'era di tutto e tutto era molto buono.
Elisa: E così Cesare - tanto per cambiare - la tua dieta la comincerai settimana prossima. Comunque, hai ragione. La cucina italiana è la migliore del mondo. Basta un piatto di spaghetti cotti al dente, una salsa di pomodori freschi e un buon bicchiere di vino e tutti sono contenti.
Cesare: Come per la Serata all'italiana organizzata lo scorso venerdì nel nostro quartiere. Anche questa ha avuto un grande successo. Un piatto di spaghetti e un film italiano. Questa la ricetta vincente. Vero Elisa? Eh sì, cari ascoltatori, quando c'è qualcosa da organizzare Elisa non si tira mai indietro e anche per questo avvenimento ha lavorato sodo.
Elisa: Mmh, sempre polemico oggi eh? Era la prima volta che si faceva qualcosa del genere e mi sembrava giusto dare una mano. Tu intanto quando sei arrivato hai trovato subito tutto pronto.
Cesare: Oddio, subito tutto pronto... un certo ritardo "italiano" c'era.
Elisa: Beh sì, ma era dovuto al fatto che è arrivata molta più gente del previsto. Alcuni addirittura venti minuti prima dell'apertura. Ormai quella del ritardo italiano mi sembra un luogo comune che non corrisponde più al vero. Che ne dite cari ascoltatori? La serata comunque è piaciuta - Cesare ha mangiato una porzione doppia - e Cinema paradiso è rimasto un classico anche a 20 anni di distanza.
Cesare: Il fatto speciale è che c'erano anche diversi svizzeri, con poche conoscenze dell'italiano. Insomma, basta proporre un piatto di pasta e un film ed ecco che la sala è piena e si pensa già alla prossima edizione. Anzi se qualche ascoltatore ha una proposta da fare circa il prossimo film da far vedere... può naturalmente lasciarci un messaggio.
Elisa: Certo che sei strano, Cesare. Prima mi critichi perché mi do da fare e poi cerchi già di organizzare la seconda edizione.
Cesare: Sono fatto così. Ci vuole un po' a convincermi poi però quando inizio a far qualcosa, vado fino in fondo. E poi i complimenti alla fine li hanno fatti anche a me che non c'entravo niente.
Elisa: I complimenti, certo. Quando organizzi qualcosa sono sempre il premio più bello. Ultimamente mi sembra che non ti siano mancati!!
Cesare: Alludi alla Giornata delle lingue?! Sì, è vero. Anche questa manifestazione è andata bene, e questa volta i complimenti erano giustificati. I lavori di preparazione sono stati lunghi e faticosi. In ogni caso, ho cercato anche di raccogliere delle critiche costruttive per poi ovviamente migliorare la prossima edizione. La Giornata delle lingue ha ribadito l'importanza del plurilinguismo in Svizzera. Questo è considerato come una vera e propria ricchezza culturale del Paese. E poi - qualche giorno fa - anche il Consiglio federale in una presa di posizione ha sottolineato l'importanza delle tre lingue ufficiali della Confederazione.
Elisa: Tutte belle parole. Occorre però anche qualcosa di concreto. Cosa si fa per sostenere e per ricordare che la Svizzera ha tre lingue nazionali?
Cesare: Ti ricordi l'ultima l'esposizione sulla famiglia al Museo nazionale? Il Museo presenta tutte le sue mostre anche in italiano. Sì, certo, non è tanto, ma perlomeno un primo passo. Comunque - cari ascoltatori - proprio al Museo nazionale ho notato che le tre lingue nazionali sono sempre presentate nel modo seguente: in alto il tedesco (dall'alto del suo 65 per cento di parlanti), al centro il francese (con il suo 20 per cento) e in basso l'italiano (per il 6 - 7 per cento della popolazione). Se i germanofoni guardano tutti dall'alto, gli italofoni per leggere le spiegazioni devono guardare verso il basso, inchinarsi al tedesco e al francese.
Elisa: Cesare, mi sembra che tu stia esagerando adesso. Invece di essere contento d'aver trovato tutto in italiano, perdi tempo a farti questi problemi. Dai!!!
Cesare: Era solo un modo come un altro per sdrammatizzare il problema e per concludere in tono scherzoso la puntata.
Elisa: Eh, sì. Il tempo vola e siamo già alla fine della quarta puntata di Dolce metà. Grazie dell'attenzione e non perdetevi la puntata del 10 ottobre 2008 perché, tra l'altro, vi consiglieremo qualche buona lettura. A presto quindi.
Elisa + Cesare: Ciao.
Cesare: Intanto, abbiamo dovuto mettere coperte e rivestimenti su tutti i mobili, per evitare graffi o danni peggiori.
Elisa: Cesare, per favore non vorrai ricominciare la discussione dell'ultima volta.
In questa puntata gli argomenti sono altri.
Cesare: Va bene, Elisa. Passiamo al programma previsto. Oggi cari ascoltatori vi parleremo di alcune feste italiane a cui abbiamo partecipato e della situazione della lingua italiana in Svizzera. Iniziamo con la festa dei 50 anni di Salvatore, un nostro amico pugliese arrivato in Svizzera quando aveva solo 5 anni. È stata innanzitutto l'occasione per rivedere tanta gente che incontriamo solo un paio di volte all'anno. A questo genere di festa poi la prima cosa che colpisce è la mescolanza linguistica dei presenti. Lo striscione di benvenuto è solo un esempio: un italiano i de Schwiiz!
Elisa: Qui non esiste sud e nord. Gli italiani in emigrazione si ritrovano e solidarizzano senza prestare attenzione al paese d'origine. È come se giocasse sempre la Nazionale di calcio. Siamo italiani all'estero. Punto.
Cesare: Quindi, come cercavo di dire prima, alla festa si sente parlare il pugliese, il siciliano, ma anche l'abruzzese, il trentino e il veneto. Oltre naturalmente allo svizzero tedesco. La festa si è pur sempre svolta nella periferia di Zurigo. Per me, queste occasioni erano particolari perché come ticinese (e quindi svizzero) mi parlavano subito in svizzero tedesco. Allora dovevo spiegare che anche con il passaporto rossocrociato preferivo parlare l'italiano. Ora però...
Elisa: Sì, certo caro Cesare. Nel frattempo, poi, devo dire che con lo svizzero tedesco te la cavi abbastanza bene. La festa è stata bella anche per alcune scenette presentate dai vicini di casa svizzeri. Ecco le più divertenti: Salvatore che prima di assaggiare qualcosa lo passa alla moglie Giusi, chiedendo se può piacergli, - No, tesoro, questo non mangiarlo! Non ti piace -; la scena alla frontiera con vino, olio e formaggi vari nascosti dappertutto nella macchina. Oppure quando Salvatore vestito tutto elegante porta il sacchetto dei rifiuti organici negli appositi contenitori della raccolta differenziata. L'immancabile karaoke con canzoni e testi di Celentano, Vasco Rossi e Battisti. Davvero molto divertente.
Cesare: Naturalmente, non ci sono state troppe scenette e scherzi sulle specialità culinarie degli italiani. Le ragioni sono chiare: quando si va a una festa italiana, l'ultima preoccupazione è la cucina. C'era di tutto e tutto era molto buono.
Elisa: E così Cesare - tanto per cambiare - la tua dieta la comincerai settimana prossima. Comunque, hai ragione. La cucina italiana è la migliore del mondo. Basta un piatto di spaghetti cotti al dente, una salsa di pomodori freschi e un buon bicchiere di vino e tutti sono contenti.
Cesare: Come per la Serata all'italiana organizzata lo scorso venerdì nel nostro quartiere. Anche questa ha avuto un grande successo. Un piatto di spaghetti e un film italiano. Questa la ricetta vincente. Vero Elisa? Eh sì, cari ascoltatori, quando c'è qualcosa da organizzare Elisa non si tira mai indietro e anche per questo avvenimento ha lavorato sodo.
Elisa: Mmh, sempre polemico oggi eh? Era la prima volta che si faceva qualcosa del genere e mi sembrava giusto dare una mano. Tu intanto quando sei arrivato hai trovato subito tutto pronto.
Cesare: Oddio, subito tutto pronto... un certo ritardo "italiano" c'era.
Elisa: Beh sì, ma era dovuto al fatto che è arrivata molta più gente del previsto. Alcuni addirittura venti minuti prima dell'apertura. Ormai quella del ritardo italiano mi sembra un luogo comune che non corrisponde più al vero. Che ne dite cari ascoltatori? La serata comunque è piaciuta - Cesare ha mangiato una porzione doppia - e Cinema paradiso è rimasto un classico anche a 20 anni di distanza.
Cesare: Il fatto speciale è che c'erano anche diversi svizzeri, con poche conoscenze dell'italiano. Insomma, basta proporre un piatto di pasta e un film ed ecco che la sala è piena e si pensa già alla prossima edizione. Anzi se qualche ascoltatore ha una proposta da fare circa il prossimo film da far vedere... può naturalmente lasciarci un messaggio.
Elisa: Certo che sei strano, Cesare. Prima mi critichi perché mi do da fare e poi cerchi già di organizzare la seconda edizione.
Cesare: Sono fatto così. Ci vuole un po' a convincermi poi però quando inizio a far qualcosa, vado fino in fondo. E poi i complimenti alla fine li hanno fatti anche a me che non c'entravo niente.
Elisa: I complimenti, certo. Quando organizzi qualcosa sono sempre il premio più bello. Ultimamente mi sembra che non ti siano mancati!!
Cesare: Alludi alla Giornata delle lingue?! Sì, è vero. Anche questa manifestazione è andata bene, e questa volta i complimenti erano giustificati. I lavori di preparazione sono stati lunghi e faticosi. In ogni caso, ho cercato anche di raccogliere delle critiche costruttive per poi ovviamente migliorare la prossima edizione. La Giornata delle lingue ha ribadito l'importanza del plurilinguismo in Svizzera. Questo è considerato come una vera e propria ricchezza culturale del Paese. E poi - qualche giorno fa - anche il Consiglio federale in una presa di posizione ha sottolineato l'importanza delle tre lingue ufficiali della Confederazione.
Elisa: Tutte belle parole. Occorre però anche qualcosa di concreto. Cosa si fa per sostenere e per ricordare che la Svizzera ha tre lingue nazionali?
Cesare: Ti ricordi l'ultima l'esposizione sulla famiglia al Museo nazionale? Il Museo presenta tutte le sue mostre anche in italiano. Sì, certo, non è tanto, ma perlomeno un primo passo. Comunque - cari ascoltatori - proprio al Museo nazionale ho notato che le tre lingue nazionali sono sempre presentate nel modo seguente: in alto il tedesco (dall'alto del suo 65 per cento di parlanti), al centro il francese (con il suo 20 per cento) e in basso l'italiano (per il 6 - 7 per cento della popolazione). Se i germanofoni guardano tutti dall'alto, gli italofoni per leggere le spiegazioni devono guardare verso il basso, inchinarsi al tedesco e al francese.
Elisa: Cesare, mi sembra che tu stia esagerando adesso. Invece di essere contento d'aver trovato tutto in italiano, perdi tempo a farti questi problemi. Dai!!!
Cesare: Era solo un modo come un altro per sdrammatizzare il problema e per concludere in tono scherzoso la puntata.
Elisa: Eh, sì. Il tempo vola e siamo già alla fine della quarta puntata di Dolce metà. Grazie dell'attenzione e non perdetevi la puntata del 10 ottobre 2008 perché, tra l'altro, vi consiglieremo qualche buona lettura. A presto quindi.
Elisa + Cesare: Ciao.
Dolce metà 3: La gatta, la vigna e le lingue
Cesare: Ciao a tutti da Cesare e Elisa. Benvenuti alla puntata del 12 settembre di Dolce metà. Innanzitutto vi ringrazio per gli auguri di buon compleanno, che mi avete lasciato alla fine delle ultimo podcast. Per questa puntata purtroppo la prevista scaletta ha subito un cambiamento perché la nostra gattina ha avuto un terribile incidente.
Elisa: Eh sì, Dimi - così l'abbiamo chiamata - è stata investita da un'automobile lo scorso fine settimana e ha rotto il bacino. Certo, chi non ha mai avuto animali dirà che sulle strade ogni giorno succedono incidenti ben più gravi. In parte è così, però è pur sempre un dispiacere e un incidente anche questo, che bisogna gestire in famiglia, con i bambini.
Cesare: Soprattutto se qualche mese fa il fratellino di Dimi - Mici - è addirittura morto, finendo sotto un camion mentre cercava di attraversare la strada che porta al lago.
Elisa: Senza dimenticare i due gatti che avevamo prima Pepe e Chica... Insomma i nostri gatti sono bersagliati dalla sfortuna. E poi dicono che hanno sette vite!
Cesare: Comunque, Elisa, te l'avevo detto. Viviamo in un quartiere con molto, troppo, traffico. I gatti hanno un vasto territorio e quando escono di casa possono allontanarsi per chilometri. Figurati, quante macchine passano...
Elisa: Lo so, lo so. Tu d'altronde non li hai mai voluti e quindi, anche in questo caso, vedi pericoli dappertutto.
Cesare: Non è forse vero che già i primi due gatti sono finiti sotto una macchina? Certo, i primi due gatti - come mi hai sempre detto - sono entrati a far parte della tua vita prima di me. Ma questi ora...
Elisa: Cesare, lo sai benissimo che mi è sempre piaciuto avere un gatto in casa. Ti ricordo che i nostri figli hanno più volte detto che è stato il più bel regalo che potessimo fargli.
Cesare: E io ti ricordo... la mia nuova sedia dell'ufficio rovinata appena tolta dal cellofan, i pantaloni spesso pieni di peli, gli uccellini semi morti in salotto e mi fermo qui.
Elisa: E no, non puoi fermarti qui. Devi ricordare ai nostri ascoltatori anche i momenti positivi. I gatti non fanno tenerezza quando fanno le fusa, quando arrivano sul divano a leccarti le dita. E poi ho letto che i gatti in una casa possono dare un senso di relax, riescono a calmare l'ambiente... e quando il Milan perde non è male avere un gatto in casa.
Cesare: A parte il fatto che negli ultimi 20 anni il Milan non ha avuto bisogno di troppi gatti, mi sembra che tu stia umanizzando gli animali come nelle favole di La Fontaine. È bene ricordare che un gatto è pur sempre un animale e, in genere, non ragiona come noi. E poi un gatto ha grandi capacità di adattamento, può benissimo riorganizzarsi anche con un altro padrone, in un'altra casa.
Elisa: Beh, allora come spieghi il fatto che Dimi, malgrado il bacino rotto, sia ritornata a casa, arrampicandosi sulla vigna fino al nostro balcone?!
Cesare: È vero, su questo c'è poco da dire. Comunque l'ho poi trovata io e appena l'ho vista ho capito subito che era successo qualcosa di grave. Hai ragione, a ripensarci bene, è quasi un miracolo riuscire a salire la vigna fino al primo piano con il bacino rotto.
Elisa: La vigna è diventata quindi ancora più importante, ancora più mitica. Cari ascoltatori, dovete sapere che lungo la nostra casa si arrampica da una ventina di anni una vite. Un'unica pianta che mio padre ha saputo curare e far salire fino al secondo piano. E al secondo piano, in terrazza, forma poi una pergola.
Cesare: Vigna, vite, mito. Quando ricorrono queste parole, non posso non pensare a Pavese. Nei suoi romanzi la vigna ricorre spesso per sottolineare la tranquillità e la ciclicità della natura. La vite è un simbolo da collegare anche alla cultura e alla saggezza dell'uomo che la lavora. Per Pavese la vite è infine legata al discorso mitico e all'infanzia, al ricordo che questo luogo fa riemergere.
Elisa: Va bene Cesare, va bene. A me in questo momento interessa la vigna soprattutto perché ogni anno ci dà quasi un quintale di uva da mangiare e da distribuire a vicini, parenti ed amici... La nostra uva è una qualità molto dolce, poco adatta per fare il vino. Caso mai si potrebbe fare la grappa, ma vista la quantità limitata è meglio mangiarla e far contente diverse persone.
Cesare: Due anni fa l'avevamo regalata anche ad un importante politico per il suo sessantesimo compleanno. Ebbene, non ci credeva che fosse un'uva di Zurigo! In effetti, un'uva così buona potrebbe benissimo provenire dal Ticino.
Elisa: Cesare!
Cesare: Dai Elisa, lasciami essere orgoglioso della mia terra. E poi anche mio nonno aveva lo stesso tipo di vitigno.
Elisa: Lo so, lo so. Mi ricordo anche che una volta ne hai mangiata così tanta che sei stato male per due settimane.
Cesare: Non era colpa mia, ero così piccolo... e poi è difficile resistere quando è bella matura e basta allungare la mano sul balcone.
Elisa: Fermati che ho l'acquolina in bocca. Senti, dobbiamo presto organizzare la vendemmia perché l'acquolina ce l'hanno anche i merli.
Cesare: Sì, Elisa. Non appena ho finito di organizzare la Giornata delle lingue, facciamo anche questo. Una cosa alla volta.
Elisa: Cesare, non vuoi spiegare ai nostri ascoltatori che cos'è la Giornata delle lingue? È da tanto tempo che ci lavori e poi in un podcast sulle lingue mi sembra più che giusto parlarne.
Cesare: La Giornata delle lingue, cari ascoltatori, è un incontro fra i linguisti della Confederazione per approfondire alcuni aspetti delle lingue e per uno scambio di esperienze. Quest'anno il titolo della Giornata è Lingua e identità. Il programma prevede relazioni sulla politica linguistica e il plurilinguismo, workshop sull'identità e la poesia, la comunicazione interculturale, il retoromancio ecc. Insomma, un programma ricco che dovrebbe soddisfare tutti i partecipanti.
Elisa: E poi il 2008, oltre ad essere l'Anno ONU dell'igiene, della patata, del pianeta Terra e del delfino, è anche l'Anno internazionale delle lingue. Una ragione in più per parlarne. Un programma molto interessante, Cesare. Non c'è la possibilità di farmi assistere a qualche conferenza?
Cesare: Dai Elisa, lo sai chi i posti disponibili si sono esauriti più in fretta dei biglietti per il concerto di Madonna.
Elisa: Il solito esagerato. Comunque la prossima volta ci dovrai raccontare i risultati più importanti.
Cesare: Va bene, promesso. Nel frattempo, per tutti gli interessati segnalo un indirizzo Internet dove potrete trovare diverse informazioni, nelle tre lingue nazionali, sulla politica linguistica della Svizzera: www.nfp56.ch
Elisa: Grazie Cesare e grazie a tutti gli ascoltatori che ci hanno seguito anche questa volta. Appuntamento quindi al 26 settembre.
Elisa + Cesare: A presto. Ciao!
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